Coccobello

“Piangete bambini che la mamma vi compra il coccobello!”. Ero già allora un pericoloso maniaco alimentare e lo sciacquavo nel mare per miscelare il dolce col salato. Non era male manco quello. Ma, se è matura, una noce di cocco arrivata fresca dalla Costa d’Avorio, ha ancora all’interno la propria acqua, meravigliosa base per cocktail e centrifugati. Ma voi non bevetela. Usatela per bagnare la polpa bianca che grattugerete con cura e strizzerete in un canovaccio di lino, per ottenere un opaco latte di cocco, con cui creare una marinatura con due foglie di coriandolo, quattro spicchi di lime, un po’ di succo di pomodoro fresco, sale e un peperoncino verde tagliato con le forbici. Immergetevi dei bocconi di pesce appena pescato: palamita, nasello, sarago. E qualche cozza sgusciata, fatta aprire con almeno quattro spicchi d’aglio. Mettete tutto in frigorifero per un paio d’ore, preparate del riso bollito e tenetelo caldo avvolgendo la pentola in un canovaccio. Poi andatevene sulla spiaggia, al tramonto, con una bottiglia di bianco ghiacciato. A fine estate forse il bagnino Lino chiuderà un occhio e vi lascerà conquistare un lettino sul bagnasciuga. Mandate i bambini a prendere un gelato con i nonni della porta accanto. Fate dei piccoli bocconi, orecchiate lo sciabordio, fissatevi negli occhi e vi sembrerà di essere su una spiaggia polinesiana. È proprio adesso che le sere sono più fresche e il cielo più limpido. Laggiù sta filando una stella cadente.

Nessun commento ancora

Lascia un commento

E' necessario essere Accesso effettuato per pubblicare un commento