LE FRAGOLE!

E’ successo ieri. Al mercato. Giovanni ha tirato fuori dalla serra le prime fragole. E sono scomparse dal banco in meno di un’ora. Il picciòlo è lungo e tenace, il frutto tondo, lucido, rugoso e l’aroma inteso. Il profumo è così concentrato che basta lasciare un cestino sul tavolo della cucina perché tutta la casa sia invasa dall’effluvio.
In questi stessi giorni, nei mercati del Périgord, è iniziata la vendita dei piccoli frutti rossi che da tempo fanno innamorare i francesi. Ne conoscono le diverse varietà, ne sanno apprezzare le caratteristiche salienti, e si contendono a caro prezzo i pochi cestini raccolti in quei boschi dove già sia penetrato il caldo sole di primavera. Ma forse non immaginano che piccole fragole grandi come un’oliva sono meravigliose in insalata con il rapanello e le cime di finocchio, insieme a una manciata di calamaretti appena scottati in acqua bollente. Forse non hanno mai provato la grazia del cocktail Rossini, nato nel solco delle invenzioni dell’Harry’s Bar, e probabilmente più fresco del kir. E per fortuna si sono sempre tenuti lontani dal risotto alle fragole, in voga da noi negli anni ottanta. Ma, in Limousine, hanno messo a punto la ricetta di un dolce costituito da una miscela di uova fatte dolcemente rapprendere in forno: il “clafoutis” di fragole. La delicata acidità delle bacche dialoga magicamente con il metallico dell’uovo, mentre mal sopporta la panna montata che immantinente stucca.

Nessun commento ancora

Lascia un commento

E' necessario essere Accesso effettuato per pubblicare un commento