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AVETE FATTO I BUONI, ADESSO FATE I SANI!

C’è un’epidemia in corso, e non è virale. L’incidenza dei tumori nella popolazione al di sotto dei cinquant’anni è cresciuta del 79% in trent’anni. La colpa, oggi è certo, è soprattutto dell’obesità causata dal cibo industriale altamente processato, dell’eccesso di grassi e di zuccheri, semplici e complessi, dalla penuria di verdure e dalla mancanza di attività fisica. E cosa c’entra la gastronomia?

C’entra eccome. Perché ormai gli italiani in età scolastica o lavorativa consumano almeno il 40% dei pasti fuori casa, con dati quasi raddoppiati per la popolazione under 30. Bar e ristoranti sono diventati quindi luoghi pubblici per antonomasia, perché vi si svolge la vita lavorativa, affettiva e sociale delle generazioni a cui saranno affidate le sorti della nazione nei prossimi decenni. Non possono quindi ignorare il dovere di nutrire in maniera più sana dei clienti che non vi si recano più in maniera episodica ma quotidiana.

Il 60% del volume di cibo servito dovrebbe essere costituito da verdure, che latitano sia nei fast food che nei ristoranti stellati, e la presenza di zuccheri, inclusi pane e pasta, così come quello dei dolci, dovrebbe essere drasticamente ridotta. Al ristorante non ci salveranno guanti e disinfettanti ma un cambio epocale nell’offerta di piatti e di ricette. E, nel rispetto del sapore, questa variazione in menu non dovrà essere adottata per legge ma per etica e deontologia

Da La Stampa del