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CINQUECENTO

Il “pin”, il ripieno degli agnolotti fatti da mia nonna a Cantavenna.
Lo zabaione dalla mamma preparato con il frullino a mano per la merenda del pomeriggio.
l profumo d’arrosto che usciva la domenica mattina dalla cucina di mia nonna.
I passatelli in brodo della mia mamma emiliana. I pomodori cuore di bue, maturati al sole d’agosto.
La panna, che i margari ci montavano al momento a Pian Belfè.
La minestra di riso e latte, con le castagne.
La mollica di pane intinta nel sughetto del “pescestoccu alla ghiotta”.
La rosetta di pane messa a friggere insieme ai ciccioli nella sugna bollente. Il ripieno degli agnolotti della festa.
La frittata di cipolle, alta due dita, fatta da mia nonna Margherita.

Questi sono solo alcuni delle centinaia di messaggi che ho ricevuto da voi lettori a proposito dei vostri primi ricordi di sapore che, in questi dieci anni di DoctorChef, avete voluto inviare a questa rubrica, giunta oggi alla cinquecentesima uscita, in concomitanza col mio cinquantesimo compleanno. Il primo incontro col gusto è un fatto intimo, più della prima esperienza con l’amore, e condividerlo dimostra grande confidenza.

Mi auguro di non tradire mai questa fiducia e di continuare a mantenere in queste poche righe la genuinità del sorriso di me bambino mentre assaggiavo per la prima volta gli gnocchi crudi, rubandoli dalla spianatoia della nonna.

Da La Stampa del