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EDUCAZIONE ALIMENTARE A SCUOLA, QUALCHE DOMANDA

Conta più la pratica che la grammatica. Le recenti mobilitazioni, lodevoli, per richiedere l’educazione alimentare nelle scuole si scontrano con alcuni principi della trasmissione della conoscenza, che si basa sull’esempio. É inutile, infatti, forzare i bambini a mangiare le verdure se gli educatori non le consumano con gioia. Come selezioneremo questi professionisti?

Inoltre, l’esortazione “mangia gli zucchini che ti fanno bene” è vana, in quanto il bambino, fisiologicamente, non è preoccupato per la propria salute futura. “Mangia gli zucchini, perché oggi sono dolcissimi e appena raccolti” sarebbe la modalità corretta. Ma funzionerebbe solo se si avessero a disposizione ingredienti ad alto contenuto di sapore, perché gli zucchini non sono tutti uguali. Il bambino si convincerà accettando la prova dei minuscoli, melliflui, frutti di un orto artigianale ma non si lascerà sedurre dai grandi esemplari sciapi o amari della produzione agro-industriale.

Perciò, dopo le lezioni teoriche, cosa troveranno in mensa i ragazzi? I menu della Dieta Mediterranea saranno soprattutto a base di legumi e di verdure fresche cresciute senza fretta? O solo i più fortunati, a casa, potranno sperimentare salute e sapore? Per educare in maniera inclusiva bisogna garantire a tutti, a scuola, l’incontro con l’eccellenza. Dove si troveranno le risorse e, soprattutto, legislatori così coraggiosi?

Da La Stampa del