In epoca biblica questa tecnica prevedeva l’acidificazione della soluzione con aceto di vino. Più recentemente in Ungheria l’avvio della fermentazione veniva incoraggiata inserendo nel contenitore una fetta di pane e esponendo tutto il preparato al sole per qualche giorno. Nei Balcani, attualmente, si tratta in tal guisa ogni sorta di vegetale, dai cavolfiori ai peperoni, dai pomodori ai rapanelli. In tutto il mondo non manca ormai nel menu di un ristorante di classe almeno una verdura autoprodotta con questa tecnica.
Quando qualcuno me le prepara o me le procura, amo bere il solo liquido di governo delle verdure latto-fermentate, che trovo dissetante e di gusto complesso e accattivante: un atto d’amore nei confronti della salute e del sapore.
Da La Stampa del