Propositi per l’anno che verrà.
Cucinare più spesso a casa, preparando almeno una volta al mese una delle ricette tradizionali tramandate da mia nonna: gnocchi, agnolotti alla piemontese, arrosto. Perché pranzare al ristorante è un piacere ma restare in allenamento per trasferire alle nuove generazioni la cultura immateriale dei sapori di famiglia è un dovere.
Rileggere uno dei libri di gastronomia dalla mia libreria, o acquistarne uno nuovo, per sottolinearlo e studiarlo; perché senza una conoscenza approfondita non si può godere appieno del bello e del buono di nessuna arte.
Programmare un piccolo viaggio, nel raggio di cento chilometri, per andare alla scoperta di un prodotto, di un vino, di un artigiano o di un ristorante; perché spesso non sappiamo sorprenderci di ciò che abbiamo sotto gli occhi.
Alzarsi da tavola, ogni giorno, avendo rinunciato a qualcosa; perché la moderazione è la regola della salute e la chiave della soddisfazione.
Dedicare almeno una giornata a stagione alla raccolta di cibi spontanei, per ricordare che nutrirsi può ancora essere gratuito.
Infine, organizzare più convivi con gli amici, con la regola di depositare i cellulari all’ingresso; perché essere altrove non fa bene né alla conversazione né al sapore.
E Voi, avete già messo a fuoco con quali propositi gastronomici vivrete con più gusto i prossimi dodici mesi?
Da La Stampa del