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LE FRAGOLE VERE SANNO D’ESTATE

C’è chi non sa aspettare e le mangia da sei mesi, importate da qualsiasi paese straniero o, più recentemente, coltivate in serra.

Ma chi ancora conosce il gusto dell’attesa sta provando in questi giorni il sapore che chiude la porta della primavera e schiude quella dell’estate: quello delle fragole mature. In molte regioni del Nord è piovuto praticamente tutti i giorni per quasi due mesi e non è l’anno della frutta, non maturata, marcita sull’albero o dilavata dall’acqua piovana

Più vicino alla costa, in Liguria ad esempio, il sole sta facendo il proprio lavoro e le fragole di campo, coltivate senza fertilizzanti né pesticidi, prive di irrigazione costante, affidate all’umidità del terreno e dell’aria e abbandonate alla lentezza dell’accrescimento fisiologico, hanno iniziato a virare colore e spandere profumo.

In qualche orto domestico le più grosse vengono protette, una ad una, in sacchettini di garza, come quelli dove conservano gli anellini le bambine, applicati al frutto ancora attaccato alla pianta, perché la terra e gli insetti non le corrompano. E quando divengono rosso intenso vengono recise e regalate, così confezionate, come primizia, agli amici più cari. Il sapore esplode in bocca, irriconoscibile per chi è abituato all’aroma di sintesi abbinato alla fragola o al sapore di quelle dell’agrindustria, ma è persistente, complesso e elegante; sa indimenticabilmente dell’estate che sta arrivando.

Da La Stampa del