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LE SARDE A BECCAFICO DI MONTALBANO

“S’arrisbigliò malamente nel sudatizzo del sonno agitato per via del chilo e mezzo di sarde a beccafico che la sera avanti si era sbafàto”. Così inizia “Il ladro di merendine”, e così è iniziata la mia storia d’amore con la prosa di Andrea Camilleri e con questo piatto, che sono andato a cercare a Punta Secca, nei luoghi della trasposizione televisiva delle vicende.

La ricetta è palermitana ma il palato di un uomo goloso è di rado sciovinista e la mano insuperabile della cameriera Adelina vinceva ogni resistenza del Commissario.
Le scene della villetta di Marinella dove vive Montalbano sono state girate in una casa con terrazzo appoggiata sulla spiaggia e protesa verso il mare.
Questa abitazione un tempo funse proprio da deposito per la salagione delle sarde, che venivano sbarcate dai piccoli pescherecci locali, i medesimi da cui si è procurata il pesce fresco l’amica Arianna Occhipinti, determinata e talentuosa produttrice di un grande Cerasuolo di Vittoria, che ha casa lì a due passi, proprio accanto alla dimora dei Sellerio, gli editori di Camilleri.
La “muddica atturrata”, mollica tostata in padella, incontra i pinoli siciliani e l’uva passa per il ripieno di questi involtini di pesce, cotti al forno al profumo di agrumi e di alloro.

Per difendere il riposo notturno, me ne sono sbafato mezzo chilo a colazione, a temperatura ambiente, quando i grassi del pesce danno il meglio nel sapore. Mi sono “arricriato”.

Da La Stampa del