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MADELEINE

Capita per gli amici di un tempo, per gli amori, per le persone care scomparse. Ci ho ripensato al funerale di Silvana Pasquini, una delle mie mamme putative. Verrà un giorno in cui il ricordo del viso inizierà a sbiadire, l’immagine fissata nella memoria si affievolirà e si diluirà negli stimoli del presente. Allora cercheremo il conforto di una fotografia che, con un’impostura, andrà a sostituire il ricordo reale di quel volto, come accade per le foto-profilo, con cui ognuno proietta all’interlocutore la migliore versione di sé. Molti, vittime della materia elettronica, che ha preso il controllo di quella grigia corticale, non si rendono neppure conto di non aver mai fissato nella memoria l’immagine degli affetti, dislocandola completamente nel “fuori da sé”, nelle raccolte di immagini del telefono.

Ma il ricordo del sapore, funzionale all’ancestrale discernimento tra nutrimento o pericolo, resisterà, è automatico e non sbiadisce. Nel sistema limbico, nella parte più interna dell’encefalo, dove si integrano, in maniera inconscia, memoria visiva, emozionale e gustativa, il ricordo è per sempre.

Ripenso a Silvana e risento il sapore dei suoi saltimbocca con le cicorie ripassate, con cui mi rifocillava ad ogni ora, della sua classe e della sua modestia, della sua accoglienza spontanea e affettuosa. Sapori che resteranno sempre vivi nella mente malgrado il palato non li potrà gustare mai più.

Da La Stampa del