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PANE E POMODORO, RICETTA PER UN’ESTATE FELICE

Ora che sappiamo che i potenti della terra, in Puglia per il G7, sono impazziti per pane e pomodoro, possiamo lasciare nell’armadio fiocchi di cereali e merendine varie e nutrire i nostri figli, senza vergogna, col medesimo cibo, a colazione e merenda.

Salutiamo l’estate appena iniziata procurandoci i primi pomodori cresciuti fuori serra e baciati dal sole e troviamo un pane artigianale, da farine grossolanamente macinate, lievitato con pazienza. Gli uni, che non dovranno mai vedere il frigorifero, perché così concentrano il sapore e l’altro, ormai non raro, per sentire appieno il gusto del grano.

Tagliamo il pane a fette un po’ spesse e lasciamole asciugare all’aria per un giorno o tostiamole, solo da un lato, in padella o in forno. Prendiamo un pomodoro da sugo, tagliamolo a metà e strofiniamolo energicamente sulla fetta di pane finché non ne rimanga solo la pelle. Aggiungiamo una fetta di prosciutto crudo o qualche fiocco di sale buono o una grattugiata di buccia di limone o anche nulla. E gustiamo l’estate.

Non esiste bambino, e neppure capo di Stato, a cui possa non piacere. Una preventiva sfregata d’aglio sul pane trasforma la merenda in aperitivo e richiama un sorso di vino fresco. Una cipolla rossa aggiunta finemente affettata insieme a qualche goccia d’aceto sostituisce un pranzo. Un contenitore trasporta la felicità in gita lasciando a casa la barretta energetica.

Da La Stampa del