Prima consumato in guscio, lievemente tostato e salato, per ingentilire l’aperitivo, poi diventato, in pasta, rigorosamente marrone scarico per dimostrarne la provenienza nazionale, l’icona della gelateria artigianale, ora, in crema e granella, imperversa in qualsiasi preparazione. Pasta, pesce, arrosti, dolci e antipasti non sono completi senza una bella nevicata di verdi frammenti. E la crema (zucchero, pistacchio, grassi vegetali, latte scremato in polvere, siero di latte in polvere, lecitina di sola, aromi e coloranti) della consistenza appiccicosa della pasta dentifricia, ha invaso qualsiasi dolce lievitato: cornetti, panettoni, colombe.
Non mancano i video che immortalano, con imbarazzante volgarità barattata per golosità, colate di verde lava che fuoriesce da bomboloni pronti a deflagrare. Il maleducato inno alla (finta) sicilianità si basa sul prodotto raccolto, per la maggior parte, in America e Medio Oriente.
L’esigua produzione di qualità di Bronte, per la fatica ed il costo, non si presta a questi esibizionistici sprechi e, come il vero aceto balsamico tradizionale, risulta ignoto e indistinguibile per i più.
Da La Stampa del