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TURISTI A CASA PROPRIA

“Come fate Voi i tortellini a Bologna non li fa nessuno! Porti tu il pesto, che sei ligure? Se il cuoco è fiorentino la bistecca è una garanzia”.

È sorprendente come gli italiani continuino a sostenere, contro ogni evidenza, l’esistenza di una cucina regionale contemporanea. Il mondo è cambiato, le nonne sono scomparse, o semplicemente sono impegnate col lavoro, la trasmissione della conoscenza gastronomica si è interrotta un paio di generazioni fa e i giovani italiani non frequentano più i mercati rionali mentre quotidianamente pranzano fuori casa, per la maggior parte al fast food.

I torinesi tra i venti e i quant’anni, a differenza della narrazione, non mangiano agnolotti tutti i giorni, ma neppure una volta al mese, e, tanto meno, conditi con il sugo d’arrosto che, ben che vada, cucinano, o acquistano, solo a Natale. I piatti consumati più frequentemente dai giovani piemontesi, come in tutto il Paese, sono: focaccia, pizza, poke e sushi, seguiti da insalatone, yogurt, cereali, cornetto e, infine, pasta al sugo. Con poche varianti, va così in tutto il mondo.

Per questo nelle città sta tornando il piacere di frequentare ristoranti o, quando va peggio, fast food travestiti da ristoranti, per gustare la propria cucina regionale, quella che nelle abitazioni non mette più piede. Hanno successo perché nulla è più divertente di fare i turisti a casa propria!

Da La Stampa del