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Infiniti, inevitabili menu

E’ interessante scoprire quale figura retorica correli curiosamente l’Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea e il galateo dei migliori ristoranti stellati: il pleonasmo. In entrambi i casi, infatti, quando venga istituita una nuova procedura, nessuno si prende più la responsabilità di abolirla. Al passaggio al metal detector si sono aggiunti l’insacchettamento dei liquidi, il controllo di scarpe, cintura, orologio, telefono e, più recentemente l’ispezione visiva dei personal computer, con il risultato che il tempo dedicato alle procedure di sicurezza supera a volte quello di volo.

Ugualmente al ristorante si inizia con gli omaggi della cucina, fino a dodici, in sequenza o, peggio, in contemporanea, spesso senza alcuna correlazione logica tra i vari sapori né, tanto meno, col vino scelto. Poi viene servito il pane, in almeno sei varianti, accompagnato da una generosa quantità di burro, diversamente aromatizzato. Il sorbetto tra secondo di pesce e di carne sembra abolito ma è solo una svista, tornerà. Seguono il pre-dessert, in una o due proposte e, con l’arrivo del caffè, ma spesso anche contemporaneamente al dolce, la piccola pasticceria. L’ultima moda è l’arrivo di un piccolo gin tonic da sorseggiare al momento del conto.

Inizio a preferire l’essenzialità dei viaggi in treno. Come i menu senza fronzoli, dove sia libero di gustare solo ciò che ho scelto e ordinato.